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Riabilitazione equestre

non solo ippoterapia!

Crediamo che sia opinione comune affermare che l’utilizzo del cavallo e dell’equitazione quali mezzi per attività assistite dagli animali (AAA) e per terapie assistite dagli animali (TAA) siano le più conosciute e le più sperimentate. Richiamandoci alle linee guida stabilite da F.R.D.I. (Federazione Internazionale di Equitazione Terapeutica www.frdi.net) possiamo stabilire le modalità d’intervento:

  1. Ippoterapia (Hippotherapy): uso del cavallo come strumento terapeutico senza prevedere l’intervento attivo del soggetto. Richiede tecnici dell’area sanitaria specializzati in R.E. che operano con l’assistenza dell’istruttore di equitazione e l’impiego di cavalli appositamente addestrati. Si applica a soggetti con patologia neurologica e psichica medio-grave. L’intervento è più riabilitativo che rivolto all’insegnamento delle tecniche di equitazione, può essere impiegato anche con soggetti con forme di disabilità più lievi prima di passare alla Rieducazione Equestre.
  2. Rieducazione Equestre e Volteggio (Remedial/Educational Riding and Vaulting): intervento attivo del disabile nella guida del cavallo. E’ prevista l’acquisizione delle tecniche di equitazione oltre al conseguimento degli obiettivi propri dell’area sociosanitaria (riabilitativi,neuromotori, psicologici, comportamentali, educativi, sociali, ecc. ecc.) l’istruttore di equitazione lavora in stretta collaborazione con i tecnici dell’area sociosanitaria.
  3. Equitazione sportiva per disabili (Sport Riding for Disabled): questa fase segna il passaggio ad una situazione integrata sul piano relazionale e sociale. Può essere svolta attività agonistica vera e propria o comunque attività competitiva, o dimostrativa (show a cavallo, caroselli) o di giochi a cavallo, ecc. ecc.. E’ la fase della R.E. più strettamente connessa all’attività di aggregazione e socializzazione